This series gathers figures from the last two centuries whom I personally consider iconic—individuals whose images, ideas, or presence have left a lasting mark on contemporary culture.
The title Contemporary Unholy Icons plays on the visual language of Byzantine icons: black and white portraits set against gold backgrounds, where the gold functions less as decoration than as a symbolic field that elevates the subject.
Unlike traditional sacred icons, these figures are not saints but cultural protagonists—artists, thinkers, rebels, and public personalities. Their portraits originate from photographs, reworked through digital collage and later printed using Gelli plate techniques, producing textures that echo the materiality of printmaking.
The reference to Byzantine art is therefore distant but deliberate: gold as a sign of reverence, the portrait as a focal presence. In this series, however, devotion gives way to a personal canon—an informal pantheon of “unholy” icons from modern history.
The collection will be open to the public from May 18 to 29 at Spazio Moccia, Via Nikolajevka 4, Milan. If you’re in the area, stop by for an espresso or a Negroni and enjoy the prints.
Questa serie raccoglie figure degli ultimi due secoli che considero personalmente iconiche—individui le cui immagini, idee o presenza hanno lasciato un segno duraturo nella cultura contemporanea.
Il titolo Contemporary Unholy Icons richiama il linguaggio visivo delle icone bizantine: ritratti in bianco e nero su sfondi dorati, dove l’oro funziona meno come decorazione che come campo simbolico capace di elevare il soggetto.
A differenza delle icone sacre tradizionali, queste figure non sono santi ma protagonisti culturali—artisti, pensatori, ribelli e personalità pubbliche. I loro ritratti derivano da fotografie, rielaborate attraverso collage digitali e successivamente stampate con tecniche di Gelli plate, producendo texture che richiamano la materialità della stampa d’arte.
Il riferimento all’arte bizantina è quindi distante ma intenzionale: l’oro come segno di reverenza, il ritratto come presenza centrale. In questa serie, tuttavia, la devozione lascia spazio a un canone personale—un pantheon informale di icone “non sacre” della storia moderna.
La collezione sarà esposta al pubblico dal 18 al 29 maggio presso Spazio Moccia, Via Nikolajevka 4, Milano. Se siete in zona, fermatevi per un espresso o un Negroni e godetevi le stampe.